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Gli allenamenti del nuoto (C1, C2 e C3)

Oggi parlerò dell'ultimo tipo di allenamento, quello C1, C2 e C3.
Allenamenti di attività  anaerobiche (C1 Tolleranza al lattato, C2 Picco di lattato, C3 Esercizi di velocità .)
C1- la qualità  che consente al nuotatore di mantenere, per il maggior tempo possibile, una determinata velocità  in condizione di acidosi muscolare senza riduzione di rendimento meccanico.
C2- la quantità  massima di lattato ematico che il nuotatore può accumulare. In talune esercitazioni in allenamento può essere raggiunto un accumulo di lattato superiore rispetto a quello raggiungibile nelle competizioni.
C3- Ricerca dello sviluppo della massima velocità  di spostamento in acqua attraverso il miglioamento del rendimento meccanico della nuotata e l'incremento della potenza muscolare.
Parametri fisiologici B1: - frequenza cardiaca: massimale, - frequenza respiratoria: massimale, - lattacidemia: massimale e superiore al VO2 Max, - vengono bruciati zuccheri semplici.
Le andature sono pari o superiori alla …

Gli allenamenti del nuoto (B1, B2)

Nello scorso articolo ho parlato dell'allenamento A1 e A2, oggi parlerò del B1 e B2. Allenamenti di potenza aerobica (B1 intensità  di soglia anaerobica, B2 massimo consumo di ossigeno) Per intensità  di soglia anaerobica si intende la massima potenza aerobica ottenibile senza che il sistema lattacido entri in funzione e viene espressa come percentuale del massimo consumo di ossigeno (V02 max). Il V02 max rappresenta la massima quantità  di ossigeno che può essere assunta, trasportata ed utilizzata nell'unità  di tempo. Una buona definizione di B2 può essere "il massimo dell'allenamento aerobico sfruttando meccanismi anaerobici"
Parametri fisiologici B1: - frequenza cardiaca tra i 160 e i 180 battiti al minuto. La frequenza cardiache corrispondente all'intensità  di soglia aumenta nei soggetti con l'allenamento. - incremento della frequenza respiratoria, - lattacidemia tra le 3 e le 5 mmoli/L (per lo stesso soggetto in genere è superiore di 2 mmoli/L rispe…

Gli allenamenti del nuoto (A1, A2)

Oggi andrò a parlare dei vari tipi di allenamento, nel nuoto sono fondamentali e vanno cambiati e alternati per migliorare la propria prestazione (in gara e fuori gara). Prima elenco i vari tipi di allenamento, ma oggi parlerò nello specifico dell'A1 e A2. Quindi abbiamo allenamenti di capacità aerobica (quelli di cui parlerò oggi): A1 Intensità  molto moderate; A2 Intensità  inferiori a quella di soglia anaerobica. Allenamenti di potenza aerobica: B1 Intensità  intorno alla soglia anaerobica; B2 Intensità  intorno al massimo consumo di ossigeno (V02 max). Allenamenti lattacidi (o anaerobici): C1 Tolleranza al lattato; C2 Picco di lattato; C3 Esercizi di velocità . Ritmi di gara: D Andature ai ritmi di gara.
Allenamenti di capacità  aerobica (A1, A2).
Per resistenza aerobica si intende quella capacità  che consente ad un nuotatore di mantenere, il più a lungo possibile, una certa velocità  di base nel campo aerobico.
Parametri fisiologici (validi per A2 più che per A1):- frequenza …

Nuoto, uno stile di vita

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Allenamenti che non hanno mai fine, centinaia di vasche ripetendo gli stessi identici movimenti, l'acqua gelida (soprattutto in inverno), la sveglia presto la mattina, le orecchie tappate ... da molti (forse troppi) questo può essere considerato uno sport odioso e noioso. Ma allora: perché noi nuotatori nuotiamo? Perché amiamo il nuoto? E' una domanda difficile, è un po' come chiedere: perché gli uccelli volano? o perché respiriamo? Risponderei: "perché sì, perché non possiamo farne a meno", ma la realtà è un altra: la verità nuda e cruda è che noi il nuoto lo odiamo, ma lo odiamo così tanto da amarlo. Odiamo il dover entrare nell'acqua gelida coperti solamente da un costume e una cuffia, ma una volta che ci siamo dentro la piscina clorata ci sentiamo a casa, odiamo le goccioline di acqua che entrano negli occhialini dopo il tuffo, ma quando capita che questo non succede sentiamo che qualcosa ci manca, odiamo di dover sempre andare ad allenamento, ma la sensa…

I tuffi: la piattaforma e il trampolino

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Una piattaforma per tuffi è una struttura utilizzata per i tuffia livello di competizione sportiva. Essa è costituita da una "torre" munita di una o più piattaforme orizzontali che si protendono su una piscina. Nei tuffi dalla piattaforma, il tuffatore salta dalla piattaforma più elevata posta a 10 metri dalla superficie dell'acqua. L'altezza delle piattaforme − 10m, 7,5m o 5m − consente agli atleti di esibirsi in movimenti acrobatici previsti dalle regole sportive. Esistono anche piattaforme poste a 3 ed 1m di norma utilizzate per gli esordienti o per gli allenamenti. Le piattaforme omologate dalla FINA devono essere lunghe almeno 6m e larghe 2m. La maggior parte di esse è ricoperta da materiale non sdrucciolevole per evitare che gli atleti possano scivolare. Tutte e tre le piattaforme vengono utilizzate nei campionati JO ed NCAA. Ogni altezza distingue un diverso grado di difficoltà e pertanto consente l'assegnazione di punteggi diversi.


Il trampolino è uno degl…

Tipi e numerazione dei tuffi

Vi sono 6 principali gruppi di tuffi che vengono eseguiti di norma dagli atleti. Essi sono: Gruppo 1avanti, nel quale il tuffatore salta guardando avanti e ruota in avanti.Gruppo 2indietro, nel quale il tuffatore salta guardando la pedana e ruota indietro.Gruppo 3rovesciato, nel quale il tuffatore salta guardando la piscina ma ruota indietro.Gruppo 4ritornato, nel quale il tuffatore salta rivolto verso la pedana e ruota in avanti.Gruppo 5avvitamento, comprendente qualunque tuffo nel quale l'atleta esegua un avvitamento.Gruppo 6verticale, solo nelle gare da piattaforma, comprende qualunque tuffo nel quale si parta dalla posizione verticale. Oltre a ciò, vi sono anche quattro differenti posizioni di rotazione che possono essere assunte: Posizione Ateso, con gambe e braccia completamente distese (la più difficile).Posizione Bcarpiato, con gambe tese come sopra ma braccia piegate (di media difficoltà).Posizione Craggruppato, con sia gambe che braccia piegate, in modo …

I tuffi: competizioni e calcolo del punteggio

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Nelle competizioni ufficiali i tuffatori eseguono diverse acrobazie durante il tuffo, compresi salti mortali e avvitamenti con varie orientazioni e diverse posizioni di partenza (nella piattaforma si può partire anche da una posizione verticale capovolta nella quale l'atleta si regge sulle mani). Essi vengono giudicati in base al completamento di tutti gli aspetti del tuffo, alla conformità dei movimenti del corpo a quelli dichiarati prima dell'esecuzione del tuffo, ed alla quantità di spruzzi sollevati dall'entrata in acqua (meno sono più il punteggio è elevato). Il punteggio ottenuto viene quindi moltiplicato per un coefficiente di difficoltà, derivato dal numero di movimenti previsti dal tuffo. Il tuffatore con il punteggio totale più alto, dopo un numero determinato di tuffi (di solito sei nelle competizioni principali), viene nominato vincitore. Ci sono tre elementi principali sui quali la prova è giudicata: la partenza, il volo e l'entrata in acqua. I fattori pri…